La satira? Se fa centro è il meglio della critica

50819652_2725454704259805_2054581787400601600_n

Dal quotidiano “la Città”, recensione a cura di Andrea Giampietro

Annunci

“L’attesa della felicità” di R. Michilli

Una interessante nota di Fabio Brotto sul romanzo “L’attesa della felicità” di Roberto Michilli.

Elio ha 59 anni, e da due è vedovo. È un uomo colto, un professore universitario, che da anni sta scrivendo un saggio su Stendhal. Lo vediamo all’inizio arrivare in una località termale, che ha frequentato per anni con la moglie. Là ritrova un suo amico, che ha tre anni più di lui, la di lui bella moglie cinquantenne e la loro bella figlia trentenne (sposata). Là conosce anche una bella giovane ex modella venticinquenne (sposata), e avrà a che fare giornalmente con una bella massaggiatrice quarantenne. Insisto sull’aggettivo bella, perché quello della bellezza delle donne nei romanzi è da sempre… Continua a leggere.

Daniele Cavicchia proposto allo Strega

31949382_2174607656102972_494572540765667328_n

da sx: l’attrice Franca Minnucci, lo scrittore Daniele Cavicchia e l’editrice Valeria Di Felice durante la presentazione del libro a Pescara (Museo Colonna) il 5 maggio 2018

Per la settantaduesima edizione del Premio Strega, una delle tradizioni letterarie e culturali più importanti d’Europa, è stato proposto al Comitato direttivo da parte di Francesca Pansa l’ultimo libro di racconti dello scrittore abruzzese Daniele Cavicchia, “Zeta l’ultima della fila”, pubblicato dalla casa editrice Di Felice Edizioni, anch’essa abruzzese.

Questa la nota critica dell’opera di Cavicchia a cura di Francesca Pansa: «Il libro che presento agli Amici della domenica è Zeta l’ultima della fila (Di Felice edizioni), il secondo di racconti onirico – visionari di Daniele Cavicchia, finora conosciuto come poeta. Sedici storie, un po’ misteriose, un po’ allusive, sul limite del possibile di ciò che è, e potrebbe non essere. Ognuna sembra coprire lo spazio aperto, indeciso, fluttuante dalle altre. Pensieri, incontri, schegge di biografie, luoghi, paesaggi, occasioni, fantasie, con il dubbio borgesiano che l’esistenza non possa essere altro che un sogno sognato da altri, la cui logica è incomprensibile. «Ma le parole sono di chi scrive. Le parole sono di chi le detta e tu sei la matita», dice uno dei disorientati e sballottati io di questi sedici racconti. Nessuna matita può scrivere la compiutezza del suo destino, inseguire la sua continua confusa interrogazione, la ricerca di una qualsiasi verità. La sensazione di incompiutezza di figure così evanescenti, automi impazziti dentro il proprio minimo spazio di sapienza, coscienza, scienza, Cavicchia riesce a trasmetterla al lettore con il ritmo ipnotico e ansante della scrittura, alternando il pieno e il vuoto di ogni storia.»

L’editrice Valeria Di Felice: «È un’immensa soddisfazione sapere che il libro di Daniele Cavicchia, scrittore e poeta che ho sempre stimato, sia stato proposto allo Strega da Francesca Pansa alla quale va tutta la mia gratitudine. L’aver scelto un libro di una casa editrice indipendente e di “nicchia” come la Di Felice Edizioni è un grande stimolo a continuare nella strada intrapresa e a guardare con più entusiasmo e più fiducia al futuro. Voglio condividere questa gioia con l’autore Cavicchia che non finirò mai di ringraziare per avermi dato la possibilità di pubblicare i suoi sedici racconti, un dono per chi ama immergersi con disinvoltura tra le lande reali e surreali di una scrittura che non lascia indifferenti.»

La scheda può essere visionata direttamente sul sito del premio Strega: https://www.premiostrega.it/zeta-lultima-della-fila/

Il libro di racconti “Zeta l’ultima della fila” di Daniele Cavicchia fa parte della Collana Zeta, diretta da Daniele Cavicchia e Maria Grazia Di Biagio e pubblicata per la Di Felice Edizioni.

45691309_2313742442189492_4999270116395843584_o

L’autore Cavicchia e l’editrice Di Felice insieme allo scrittore Giovanni D’Alessandro che ha presentato “Zeta l’ultima della fila” in occasione del FLA (Festival di Libri di Pescara, novembre 2018)

Nelle epifanie di Michini ogni cosa è impastata come l’acqua con la creta

Nota critica di Ilenia Appicciafuoco a “Due solchi paralleli” di Giuseppina Michini

124-L-Michini

Formulare pareri e riflessioni su un’autrice che si ama e che si conosce personalmente è sempre problematico. Si rischia di farsi condizionare dai sentimenti di affetto e familiarità, da esperienze, ricordi condivisi e molto altro ancora. Nonostante questo, cercare di far conoscere il più possibile un libro, ed in particolare un libro di poesie come Due solchi paralleli di Giuseppina Michini (DiFelice Edizioni, 2017) è un compito che non imbarazzerebbe chiunque voglia adempiervi. Ci troviamo di fronte ad un’autrice giovane che è anche artista figurativa e che con pazienza, eleganza e discrezione, porta avanti da anni un’attività incessante che si è espressa attraverso mostre, reading, pubblicazioni, premiata con numerosi riconoscimenti letterari e artistici (con Due solchi paralleli Michini è arrivata finalista al V Premio dell’Editoria abruzzese a Dicembre 2017); una poetessa che Continua a leggere

Boccara: “Le voci dei migranti”

24297448_2091647464398992_6738222624332687306_o

Alcuni moneti delle presentazioni in Italia