“La misura del cielo” di R. D’Alonzo

LO SPECCHIO DELLA NARRAZIONE E IL VIAGGIO COME ECOLOGIA MENTALE NEL ROMANZO DI ROLANDO D’ALONZO (di Massimo Pamio)

Non per tutti l’esistenza è un’esperienza semplice o gradevole. La paura di affrontare la vita, alcuni l’avvertono così prepotentemente che cercano di liberarsi da quell’assillo, tanto da affidarne il pungolo ad altri, della cui vita divengono partecipi spettatori, estranei alla propria di cui evitano l’impatto per non ridursi come ectoplasmi gravati da un incubo che si ripete nelle forme di una quotidiana vessazione, di una perniciosa condanna.Analoga situazione è quella che coinvolge lo scrittore, il quale, per ottemperare alla sua vocazione, deve necessariamente dar vita a un fantoccio, a un personaggio e sostenerne le vicende, e renderlo credibile, coerente con se stesso, impedirgli passi falsi e contraddizioni, vestirlo ogni giorno e nutrirlo, premuroso nei confronti del suo personaggio così fragile e inconsistente a cui affida la propria capacità di immaginare, istigandolo a compiersi, a essere, a ingrassare a colpi di finzione, in un tortuoso e angosciante percorso. Continua a leggere…

La fuga dalla provincia nel libro di D’Alonzo (di Mario Sammarone)

La partecipazione, politica ma anche sociale. Quasi una rimozione nel panorama contemporaneo, italiano e più in generale europeo. L’esserci, far valere i propri valori e portarli avanti, per superare i meccanicismi ripetuti della realtà omologante e spersonalizzante, se non addirittura banale.

È forse questa una delle chiavi di lettura del nuovo romanzo di Rolando D’Alonzo, “La misura del cielo” (Di Felice edizioni, 2019), ultimo lavoro del prolifico scrittore abruzzese, che racconta, o meglio offre la sua interpretazione delle grandi trasformazioni sociali avvenute in Italia dagli anni Settanta in avanti. Cambiamenti che, specialmente nella provincia e nel centro-sud, hanno portato le vecchie comunità a perdere gran parte della propria identità e delle forze vitali, andando incontro alla crisi economica, allo spopolamento e all’incapacità di inventare un nuovo futuro.

Quello di D’Alonzo, scrittore dal piglio engagé, è un romanzo che presenta molteplici sfumature, con una fitta rete di rimandi letterari e filosofici, da Cesare Pavese alla vita etica di Soren Kierkegaard; e che ci offre, prima di tutto, un grande spunto di riflessione: quale il posto della provincia italiana di fronte ai grandi asset della storia contemporanea? Se pensiamo alla marginalità di alcune aree del nostro Paese, allo spopolamento di interi paesi, pensiamo all’area dell’Appennino centrale, come si possono creare opportunità di lavoro e realizzazione personale per chi decide di continuare a vivere e investitore nel proprio territorio? Continua a leggere…

“L’incendio di Roccabruna” di Angelo Gaccione

gaccione copertina

Alcuni Giudizi

“Ambientati in un vero paese calabrese, ma dal nome inventato di Roccabruna, questi racconti sembrano, per la loro “estremità”, per il loro affollamento o concentrazione di male, rovesciarsi da una verisimiglianza a una inverisimiglianza, dalla realtà alla irrealtà, dalla storia alla favola”. (Vincenzo Consolo)

“I suoi personaggi sarebbero piaciuti a Stendhal, il più mediterraneo degli scrittori francesi. E talvolta si ha veramente l’impressione di leggere il seguito di Cronache italiane. Ma Gaccione ha di suo un tocco di follia in più, o se si preferisce una vena favolistica e leggendaria che fa lievitare smisuratamente le sue storie realistiche”. (Giuseppe Bonura) Continua a leggere

Lunario di desideri, a cura di Vincenzo Guarracino

“L’attesa della felicità” di R. Michilli

Una interessante nota di Fabio Brotto sul romanzo “L’attesa della felicità” di Roberto Michilli.

Elio ha 59 anni, e da due è vedovo. È un uomo colto, un professore universitario, che da anni sta scrivendo un saggio su Stendhal. Lo vediamo all’inizio arrivare in una località termale, che ha frequentato per anni con la moglie. Là ritrova un suo amico, che ha tre anni più di lui, la di lui bella moglie cinquantenne e la loro bella figlia trentenne (sposata). Là conosce anche una bella giovane ex modella venticinquenne (sposata), e avrà a che fare giornalmente con una bella massaggiatrice quarantenne. Insisto sull’aggettivo bella, perché quello della bellezza delle donne nei romanzi è da sempre… Continua a leggere.