Editoria e cultura. A proposito delle Di Felice Edizioni

di Pietro Civitareale

La letteratura in genere, e la poesia in particolare, hanno sempre avuto, in Italia, una scarsa attenzione da parte delle istituzioni e degli organi pubblici e privati, sia perché sono beni accessori, o considerati tali (e quindi fuori, in una certa misura, dai circuiti del consumo e del mercato), sia perché, nei loro riguardi, non esiste, a livello sociale, una tradizione educativa consolidata, senza contare che viviamo in una società dove, sfiorando il paradosso, sono più coloro che scrivono che coloro che leggono e che questi ultimi, per di più, prediligono letture che appaghino più il cuore che la mente, più l’evasione che l’impegno, più il piacere immediato ed evanescente che il bisogno di elevazione culturale, morale e spirituale. Continua a leggere

Enrico Romano

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Enrico Romano (nato a Lecce) è architetto libero professionista, oggi in pensione. Scrive da tempo, ma solo nel 2001 pubblica Un nuovo giorno, prima raccolta di poesie. Nel 2013 pubblica la seconda raccolta Schegge d’Anima, per la quale viene premiato come finalista al Premio Pannunzio di Torino (2013). Oltre ad una serie di recensioni sulla stampa, in rubriche culturali televisive (tra cui RAI 3 Regionale – Continua a leggere

Giuseppe Rosato

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Giuseppe Rosato (Lanciano, 1932) ha insegnato Lettere e ha lavorato per la RAI, collaborando a varie rubriche. Ha pubblicato numerose raccolte di versi in lingua, da L’acqua felice (1956) a quelle del Duemila, tra le quali: L’inganno della luce (2002), La distanza (2010), Le cose dell’assenza (2012), Conversari (2014); e in dialetto: La cajola d’ore (1956), Ecche lu fredde (1986), L’ùtema lune (2002), La ’ddòre de la neve (2006), Lu scure che s’attonne (2009), La nève (2010), È tempe (2013). Ha ottenuto premi letterari, dal “Carducci” (1960) al “Pascoli” e “Frentano d’oro” (2010).

Per la Di Felice Edizioni ha pubblicato Il mare (Collana «Il gabbiere», 2016).