Prosper Mérimée

Mérimée era un uomo alto, dritto, pallido, e che, a parte il sorriso, aveva l’aspetto d’un inglese. Quantomeno aveva quell’atteggiamento freddo e distaccato, che esclude sin dall’inizio qualsiasi confidenza. Bastava guardarlo per percepire la sua imperturbabilità naturale o acquisita, l’autocontrollo, la volontà e l’abitudine a mantenere le distanze… Anche quando raccontava un aneddoto burlesco la sua voce rimaneva sempre uguale, pacata. Mai un accenno d’impeto o di foga. Narrava i dettagli più scabrosi nei termini più crudi con il tono di qualcuno che ordina una tazza di tè. Le sue emozioni erano talmente controllate da sembrare assenti. Non che lo fossero, anzi, al contrario. Ma ci sono cavalli di razza così ben domati, che sotto la guida del loro cavaliere non si concedono alcuno sbandamento.

                        Dalla prefazione di Hippolyte Taine à Mérimée, Lettres à une inconnue, Michel Lévy Frères, 1874

Per la Di Felice Edizioni è stata pubblicata la nuova traduzione di Carmen, a cura di Paola Tiberii (collana “I contemporanei del futuro”, 2021).

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Willem van Toorn al premio Pelagatti

Ieri 10 agosto a Civitella del Tronto, il poeta nederlandese Willem van Toorn ha ricevuto il secondo premio per la sua raccolta di poesie “I giorni”, tradotta da Patrizia Filia e pubblicata dalla Di Felice Edizioni, per la XXIII edizione del Premio nazionale di poesia Oreste Pelagatti, iniziativa organizzata dall’Associazione Le Lunarie con il patrocinio del Comune di Civitella del Tronto. Alla cerimonia di premiazione, presentata da Lorenzo Degl’Innocenti e allietata dal gruppo musicale Fairy Consort, hanno partecipato i giurati Leandro Di Donato Anna Maria Farabbi, Eugenio Parziale, Antimo Amore, Roberto Michilli, Marco Solfanelli con la partecipazione straordinaria dell’attore Patrizio Rispo.

Questa la motivazione della giuria della sezione sull’edito: «La poesia vive l’orlo dell’ombra, là dove la vecchiaia assume la consapevolezza dell’impermanenza, la compresenza con esistenze che hanno attraversato o accompagnato la propria vita, la leggerezza amara che coglie dettagli, tocchi di colori, movimenti di animali, articolazioni di suoni. L’arte, la natura, anche la propria, nelle sue espressioni quotidiane, investono la sensorialità del poeta, che mantiene una costruzione stilistica sempre in tensione e, al tempo stesso, contenuta, senza retorica né sentimentalismo. In ogni punto dell’inchiostro si apre il tutto e affiora dal foglio, spingendoci sul bordo dell’ombra di una vecchiaia maestra, in grado di decifrare lo spettro della luce.» 

Da Il centro del 12 agosto 2021

Durante la cerimonia, che si è svolta in piazza Filippi Pepe alla presenza di un pubblico molto numeroso, sono state lette le opere di Patrizia Santi (1° classificata), Willem Van Toorn (2° classificato), Carlo Giacobbi (3° classificato),Claudia Di Palma, Fabio Franzin e Marco Bellini (menzioni speciali) per la sezione poesia edita; Alfredo Panetta (1° classificato), Andreina Trusgnach (2° classificata), Elisabetta Liberatore (3° classificata), Rodolfo Vettorello e Attilio Giannoni (menzioni speciali) per la sezione poesia inedita; Bruno Tognolini e Teresa Porcello-Giorgia Atzeni (1° classificati ex aequo), Gianluca Caporaso  (2° classificato), Nino De Vita (3° classificato), Kwame Alexander e Kadir Nelson (menzioni speciali) per la sezione poesia edita per ragazzi.

Il diritto alla felicità, il libro tratto dal film di Rossi Massimi

È stato pubblicato per la Di Felice Edizioni il libro Il diritto alla felicità di Claudio Rossi Massimi, tratto dall’omonima sceneggiatura del film distribuito da RAI COM che venerdì 23 aprile alle 10.30 ha aperto l’undicesima edizione de Il Maggio dei libri. All’inaugurazione erano presenti il direttore del Centro per il libro e la lettura Angelo Piero Cappello, il presidente del Centro per il libro e la lettura Marino Sinibaldi, il direttore generale Biblioteche e diritto d’autore Paola Passarelli, il regista Claudio Rossi Massimi, la produttrice di IMAGO Lucia Macale, l’attore Remo Girone, il segretario nazionale Federfarma Roberto Tobia e il responsabile della comunicazione per UNICEF ITALIA Patrizia Paternò. Ha moderato la diretta Dania Mondini, giornalista e volto del TG1.

Il libro ripercorre fedelmente la trama del film e narra la storia di un’amicizia tra generazioni diverse, nazionalità diverse, esperienze di vita diverse. Libero (Remo Girone) è un appassionato venditore di libri usati ed Essien (Didie Lorenz Tchumbu) è un ragazzino immigrato che vive in Italia da qualche anno. L’amicizia tra i due passa attraverso i libri che Libero presta ad Essien e la complicità tra loro cresce parallelamente alle emozioni che ciascuno di questi romanzi può regalare. Essien incontra l’occidente attraverso la sua letteratura, Libero porta a compimento il significato del suo nome cercando di fare di Essien un uomo libero.

Michilli proposto allo Strega

Alla LXXV edizione del Premio Strega è stato proposto il romanzo del narratore teramano Roberto Michilli, La sirena dei mari freddi, pubblicato dalla casa editrice Di Felice Edizioni, anch’essa abruzzese.

Questa la motivazione a cura di Francesca Pansa che ha proposto il romanzo al Comitato direttivo: «La sirena dei mari freddi (Di Felice Edizioni) si impone alla lettura per la sapiente costruzione narrativa che mostra in Roberto Michilli uno scrittore di storie e di atmosfere, ben rodato anche dalla rigorosa carriera di traduttore di classici da Lermontov a Flaubert, Mallarmé, Verlaine, Byron, Keats, Goethe, Heine. La storia è quella dell’incontro tra una giovane donna ferita dall’esistenza e sprofondata nella depressione e un anziano professore, carismatico accademico un po’ misterioso che le offre un decisivo appoggio materiale e affettivo. L’atmosfera è quella di un racconto dalla forte coloritura psicologica, con nuove comparse a infittire la scena, qualche rivelazione qualche sorpresa e uno strategico flashback che portano alle pagine finali. Michilli regge bene i fili della narrazione nei tempi e modi giusti, come aveva già dimostrato nel suo precedente Atlante con figure che il Premio Strega Tiziano Scarpa aveva definito “un libro che fa onore alla nostra lingua e alla letteratura di questi anni”.»

Da Il messaggero del 7 marzo 2021

Rita Bompadre: La sirena dei mari freddi è un libro di grande respiro letterario, una fedele e colta inclinazione all’autenticità della comunicazione, diffusa con capacità descrittiva sapiente e con appassionata struttura letteraria suggestiva e coinvolgente. L’autore, già affermato traduttore dei grandi romanzi classici della letteratura, prende a pretesto nel titolo del libro un noto verso di una poesia di Eugenio Montale per comporre la qualità salvifica e l’occasione evocativa della presenza femminile, per raccontare l’essenza della seduzione e il fascino dell’incontro tra i protagonisti. L’accordo ammaliante della relazione amalgama lo slancio improvviso e inafferrabile della vitalità con la consapevolezza errante della condizione umana. Continua a leggere qui.