L’antiriva. Nota critica di Nicola Vacca (da Satisfiction)

Recensione di Nicola Vacca

59-L-difeliceQuello che rende un poeta interessante è la sua capacità di riuscire a elaborare con i suoi versi un’intuizione. E Benedetto Croce aveva ragione quando sosteneva che dove c’è intuizione c’è poesia. Valeria Di Felice con il suo L’antiriva ci regala una affascinante e significativa intuizione.

L’antiriva è «un embolo radicale di coscienza contro l’urto del disgusto e dell’onda».
Nella deriva impoetica della poesia italiana contemporanea Valeria Di Felice sceglie di mollare gli ormeggi e di navigare senza rotta nel mare aperto della conoscenza anticonvenzionale per dirci che «la poesia è anche la bugia più vicina alla propria verità, la regola che costruisce la casa della ricerca, la bellezza che risiede nel passo…»
Vertigine, caduta, ebbrezza è soprattutto esperienza muovono il remare controcorrente del poeta dell’antiriva che finalmente guarda oltre con lo slancio vitale di osare per uscire dalla palude e strappare alla vita un frammento di coraggio.
Perché di questo ha bisogno la poesia oggi per tornare a essere voce e tumulto delle emozioni.
Il poeta dell’antiriva di Valeria Di Felice  è un’intuizione scintillante  e fibrillante che dischiude nuovi scenari di rottura nel panorama a  volte troppo ingessato e convenzionale della poesia italiana  contemporanea. La sua poesia felice è un invito cavalcare  controcorrente da poeti corsari questa nostra realtà che va   riscritta e definita.
Il senso profondo della bellezza attende di essere rivelato, ma non si può scorgere il suo orizzonte se non ci allontaniamo dalla riva e approdiamo una volta per tutte all’antiriva. La poesia oggi deve diventare l’antiriva in cui coltivare il giardino della parola e il distacco. Perché l’antiriva è il rapporto della volontà con la circostanza in cui si autogenera la rivelazione.
Forse è giunto il tempo di considerare le libertà apocrife e finalmente rimettere al centro di tutto questo caos il grande umanesimo della poesia, che è una delle autentiche forme di resistenza morale a cui dobbiamo appellarci se davvero non vogliamo precipitare nel buio.
Il poeta dell’antiriva di Valeria Di Felice appartiene all’uomo e la poesia dell’antiriva è la forma con la quale ci si predispone a una libertà che trova i suoi segni nella lotta e nella ribellione.
La poesia deve  raccogliere una sfida: dare un senso a una realtà prigioniera di enormi buchi neri, riscriverla con la forza rigenerante dell’attraversamento. È la poesia stessa l’antiriva a cui si deve approdare non temendo il naufragio.
Una scommessa che vale la pena correre se vogliamo riscoprire l’uomo, la verità e la bellezza.

Fonte: http://www.satisfiction.me/lantiriva/

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