Willem Van Toorn

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Willem van Toorn è nato nel 1935 ad Amsterdam, dove da bambino ha vissuto gli anni dell’occupazione tedesca, un’esperienza che ritornerà nelle sue opere, per esempio nel ciclo poetico Het stuwmeer (2009), pubblicato in italiano nel 2013 dalla Di Felice Edizioni sotto il titolo Il lago artificiale e nel ciclo poetico De jongenskamer (2018), ovvero La camera dei ragazzi. Van Toorn ha studiato Letteratura Nederlandese ed è stato insegnante presso scuole elementari e medie. Dal 1989 al 1992 è stato docente presso il Dipartimento di Studi Culturali dell’Università di Amsterdam. Ha pubblicato un gran numero di romanzi, racconti e raccolte di poesia. Il suo romanzo Een leeg landschap (1988) è stato nominato per il premio letterario AKO e il romanzo Het verhaal van een middag (1994) per il premio letterario Libris. Nel 2010 ha ricevuto il prestigioso premio Groeneveld del Ministero dell’Agricoltura per il suo contributo unico e critico al dibattito sullo spazio verde. Nel 2011 esce Het grote landschapsboek, in cui Van Toorn riporta con entusiasmo la storia del paesaggio e il modo in cui ci confrontiamo ad esso. Per la sua poesia ha ricevuto i premi Jan Campert, Herman Gorter e A. Roland Holst. Ha realizzato traduzioni poetiche delle opere di W.S. Graham, Franco Loi, Cesare Pavese e Paolo Ruffilli. Ha tradotto inoltre dal tedesco le prose di Klaus Mann, Franz Kafka e Stefan Zweig, e dall’inglese quelle di Aldous Huxley, Christopher Isherwood, John Updike ed E.L. Doctorow. Il suo romanzo De rivier e il libro per ragazzi Rooie sono stati tradotti in tedesco. Nel 1994 e 2001 escono in Italia rispettivamente: per Fondazione Piazzolla la raccolta di poesia Gioco di simulazione e per Edizioni del Leone la raccolta Paesaggi. Van Toorn risiede con la moglie, la poetessa Ineke Holzhaus, in un paese del Berry, in Francia.

Per la Di Felice Edizioni ha pubblicato Il lago artificiale (Collana «I poeti di Smerilliana», 2013) tradotto da Riccardo Held, La camera dei ragazzi (Collana “il gabbiere”, 2020) tradotto da Patrizia Filia e I giorni (Collana “il gabbiere”, 2021) tradotto da Patrizia Filia.

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