“Polenta e uova” di Mulokozi. Nota di Serena Talento

mulokozi-copDa sempre il cibo è metafora. Simbolo sacro, come il pane per i cristiani, o profano, come la melagrana, segno di abbondanza e fecondità. Per il poeta Alberto Bertoni il cibo rappresenta motivo di socializzazione o, al contempo, pretesto per la fine della socializzazione quando esso diventa causa di guerra e quindi di conflitto.[1] La lunga poesia Polenta e uova riflette, anche attraverso la simbologia del cibo, il tema universale del gap generazionale tra padri e figli. Nella poesia di Mugyabuso Mulokozi il cibo, e in questo caso la polenta – nutrimento base della campagna – e le uova – una delle principali portate della colazione all’inglese, colazione ricca e opulenta, appannaggio della gente di città e benestante – alludono ai mondi del protagonista. L’uno rappresenta un passato volutamente obliterato e l’altro un presente costruito sul mito del lusso e dell’ostentazione a detrimento degli affetti e delle relazioni interpersonali. La rottura con la tradizione, l’abbandono e la deliberata dimenticanza delle origini umili e della famiglia da cui si proviene è un tema ampiamente trattato nella letteratura swahili degli anni ’70 e ’80. In questa poesia il lettore ascolta la voce composta di un padre, o meglio il rimprovero di un padre verso un figlio – che non è più suo ormai, ma dell’élite africana piuttosto – estraniato dalle sue radici e dal suo passato. Il rimprovero di questo padre è un rimprovero scevro d’ira o rancore che dona alla poesia un ritmo pacato, quasi solenne, ma mai stancante. La sua figura, non invadente, sembra starsene leggermente in disparte mentre le sue parole materializzano sulla carta descrizioni minuziose di un mondo fatto di oggetti e gesti, grida e voci sommesse. Le immagini della miseria e della ricchezza smodata evocate dalla voce narrante si delineano come tableaux vivants opposti e paralleli che il lettore è invitato a contemplare.

Poeta d’avanguardia originario di Bukoba (Tanzania), Mugyabuso Mulokozi è uno scrittore a 360 gradi: poeta, commediografo, scrittore per bambini, critico letterario e accedemico. Particolarmente prolifico in poesia, Mulokozi è autore, insieme al poeta e drammaturgo tanzaniano Kulikoyela Kahigi, di molte poesie politicamente e socialmente impegnate al cui repertorio non manca però la lirica intima. Mulokozi e Kahigi hanno dato alle stampe tre raccolte di poesie che rompono con il canone della poesia tradizionale swahili scandita dal rigore ritmico dettato dal numero delle sillabe e dalla presenza regolata della rima: Mashairi ya Kisasa, ‘Poesie Moderne’ (1973, Tanzania Publishing House), Malenga wa Bara, ‘I bardi dell’entroterra’ (1976, E.A.Bureau), Kunga za Ushairi na Diwani Yetu, ‘I segreti della poesia e Il nostro canzoniere’ (1982, Tanzania Publishing House). Nel 1979 Mulokozi firma il dramma storico Mukwawa wa Uhehe, ‘Mukwawa del paese degli Hehe’, sulla rivolta degli hehe contro le truppe coloniali tedesche tra il 1891 e il 1898 e guidata dal leader Mukwawa. Del 1997 è il poema epico Utenzi wa Nyakiiru Kibi (ECOL Publish.), ‘Poema di Nyakiiru Kibi’ che narra di un principe venuto dal Bunyoro che finisce per fondare un regno nella regione di Bukoba. L’epica sarà l’amore costante della sua carriera accademica culminata con la pubblicazione di The African Epic Controversy nel 2000 (Mkuki Na Nyoka Publish.) in cui Mulokozi presenta il materiale raccolto in trent’anni di ricerca sull’epica di paesi dell’Africa orientale, centrale e meridionale concentrandosi particolarmente sulla tradizione epica Enanga dei Bahaya della Tanzania.

Traduttrice dal swahili della poesia Polenta e Uova è Elena Bertoncini Zúbková. L’intensa traduzione accompagnata dal testo originale a piè di pagina è completata da un’introduzione sull’autore e un’introspettiva sulla sua poetica esemplificata da interessanti poesie scelte da altre raccolte. Elena Bertoncini Zúbková è professoressa emerita di lingua e letteratura swahili all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”. Esperta conoscitrice e cultrice devota della lingua e letteratura swahili, Bertoncini Zúbková è autrice di numerosi testi e articoli di critica letteraria e linguistica, tra cui un manuale letterario, Outline of Swahili Literature (2009, Brill, insieme a M.D. Gromov; S.A.M Khamis; Kyallo Wadi Wamitila), una grammatica, Kiswahili kwa Furaha. Corso di lingua swahili (2009, Aracne Editrice), e un numero di traduzioni di racconti e poesie di autori swahili come Gabriel Ruhumbika, “Il riso dalla barba” (Titolo originale: Wali wa Ndevu, in Periferia VIII/24, 1985),  Farouk Topan, “Chi ha provato il paradiso (Titolo originale: Aliyeonja Pepo, in Nuovi orizzonti, 2011) e Mohamed S. Mohamed, “La libertà di un giorno” (Titolo originale: Uhuru wa Siku Moja), vibrante racconto sulla vicenda di un contadino dall’animo sensibile che vive in perfetta simbiosi con la natura ma che viene ingiustamente privato della libertà. Il testo dello zanzibarino Mohamed, prolifico autore di racconti e romanziere, è recentemente uscito riedito in traduzione di Bertoncini Zúbková dalle Di Felice Edizioni.


[1] ‘Il cibo è una metafora’ Conversazione con il poeta Alberto Bertoni di Barbara Troise Rioda http://www.griseldaonline.it/camporesi/interviste/il-cibo-e-una-metafora.html

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